Poco dopo la pubblicazione del libro "I complici – Tutti gli uomini di Bernardo Provenzano da Corleone al Parlamento", un reportage scritto con Peter Gomez su Provenzano, la nuova mafia e i suoi rapporti con la politica, Lirio Abbate, cronista dell’Ansa di Palermo, ha iniziato a subire intimidazioni dalla mafia. Il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza ha allora deciso a maggio di assegnare una scorta al cronista. Dopo altre minacce, Abbate si è trasferito a Roma, dove ha continuato a lavorare dalla sede centrale dell’Ansa, ma ha poi deciso di fare ritorno a Palermo.
Pochi giorni dopo gli agenti della scorta hanno notato dei giovani che piazzavano delle bottiglie incendiarie sotto la sua auto. L’intervento degli artificieri ha confermato l’efficienza dell’ordigno, per quanto rudimentale. Dai colleghi giornalisti e dal mondo politico si è levato un coro di voci solidali, tra cui quella del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: “Tenere sempre alta la guardia contro la mafia, con la più efficace mobilitazione dello Stato e della società civile”.
La Fazi Editore esprime tutta la sua solidarietà a Lirio Abbate e indignazione per le minacce da lui subite.
(fonti: AGI, La Repubblica, ANSA)
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