DISCLAIMER: non è un articolo giornalistico, è un'opinione stettamente personale contenente spoiler del film.
“E così il leone si innamorò dell’agnello”.
Così, una mattina di novembre dopo due anni di attesa, Twilight è diventato realtà su pellicola.
Si potrebbero spendere mille parole come nessuna, su questo strano film. L’attesa era tanta, troppa. Sta tutto nell’aspettativa. Io sono arrivata con la convinzione che il film sarebbe stato decisamente brutto. Vuoi perché la scelta del cast mi sembrava sbagliata o perché ho smesso di sperare che gli adattamenti cinematografici restino fedeli, diciamo che, onde restare scottata, ho iniziato a non crederci più.
L’esperienza di Twilight è stata diciamo trasversale.
Due ore quasi in apnea. Sempre in attesa di una nuova scena.
Che ne avranno fatto? Sarà venuta bene?
A volte ridevo, perché la scena prevedeva che si ridesse. A volte ridevo perché era tutto sopra le righe. A volte mi disperavo. Una disperazione profonda e una preoccupazione ancor più devastante. Ci sarà gente che vedrà solo il film, che non si soffermerà sul perché certe scene sono venute fuori così, cosa c’è dietro quello sguardo, quell’emozione mal riuscita sullo schermo. Ci sarà gente che giudicherà Twilight, da questo film.
Non sono un critico cinematografico, né letterario, né nessuna figura competente del campo. Posso solo giudicarlo secondo i miei criteri personali. E secondo la mia soggettiva opinione Twilight il Film ha dentro di sé l’anima del libro. Ci hanno provato. E per un buon cinquanta per cento ce l’hanno fatta, anche un sessanta diciamo, volendo essere generosi. Ma Twilight, il libro, è una storia introspettiva, interiore, vissuta dagli occhi della protagonista, è questo il suo punto di forza. La completa immedesimazione con Bella e l’adorazione di Edward, visto attraverso i suoi occhi. Come si può pretendere che un film riproponga in maniera emotivamente fedele quello che è narrato in pagine e pagine di libro?
E’ impossibile.
A ciò va da aggiungersi che Pattinson, onestamente, è stata una scelta sbagliata. In certe scene sembra quasi una parodia di se stesso, mette troppo pathos, troppa rabbia, in quello che dovrebbero essere un personaggio che la rabbia la manifesta in tutt’altro modo.
Kristen Stewart invece è perfetta. Eterea, fragile, abbastanza tra le nuvole per interpretare la stoica Bella. Un otto pieno alla sua performance.
Gli altri attori fanno del loro meglio, Charlie davvero una sorpresa, i Nomadi meravigliosi, i ragazzi di Forks, perfetti nel ruolo. Il problema spinoso sono i Cullen.
Carlisle dovrebbe avere 23 anni e sembrare un divo di Hollywood. Sembra Giles di Buffy.
Esme sarà sempre Ava di Grey’s Anatomy.
Jasper oltre ad avere una pettinatura discutibile sembra avere un problema di ritenzione idrica piuttosto che combattere contro il desiderio di sangue.
Alice è bellissima, ma le hanno dato troppo poco spazio.
Emmett, ecco lui, fate uno spin off con Kellan Lutz. Scelta azzeccata.
E ora parliamo di Rosalie, una mora tinta, con un fisico da latino americana a fare l’algida vampira cinica e egoista. Brava è brava, ma è completamente fuori personaggio.
Edward. Chiunque avessero scelto per questo ruolo non ce l’avrebbe fatta comunque. L’unico vero Edward Cullen può vivere solo sulla carta stampata.
La mia è una critica dura. Lo so. E’ dura perché ho deciso di essere onesta. Per quanto tutte queste cose non mi siano piaciute, sapete cosa?Ho amato il film. Tanto.
L’ho amato perché sono affezionata ai protagonisti, l’ho amato perché ci hanno provato, si vede lo sforzo di farcela, di dare un’idea fedele del libro. L’ho amato perché so che tanti lo odieranno. L’ho amato perché è Twilight.