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È una "miniera" viva attiva la poesia di questo scorcio di secondo millennio che vene sotterranee mettono in contatto vitale con la "miniera" ricca e preziosa della poesia latina. Anche di questo e di uno scavare nella nostra archeologia privata e mitica ci parla la poesia di Claudio Damiani con 'La miniera' appena uscito presso l'editore Fazi. Una poesia che è molto fluida e libera mai costretta metrica mente ma sempre semplice e discorsiva ; una poesia che non è astratta e fredda ma sempre morale. Tre sono le tappe di questo cammino come tre sono i libi di cui i primi due già pubblicati del volume che raccogli l'intera produzione poetica di Damiani, dall'84 ad oggi. In 'Fraturno' è il ritrovamento della natura cancellata dai moderni un luogo di quiete dove alberi animali e acque vivono nella interezza. Ne 'La mia casa' gli elementi della natura sono esseri interi sono proprio persone che pensano, soffrono e cercano come le strade o le case. Nel terzo e nuovo libro, 'La miniera' l'Elba è l'isola mineraria dell'infanzia dove cercare anche Ulisse, Elena o Diana, che non sono più miti ma persone. Ecco un bel libro di poesia che non si può non condividere se si è per una letteratura della memoria che vada contro le poetiche di oggi fondate soltanto sull'urlo la scissione e la ferita.
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