Valentina
Buschittari
Il grande Millar è
tornato! Sì, è proprio il caso di dirlo, avendo tra le mani le prime pagine
dell’ultima fatica Ragazze lupo del
talentuoso autore scozzese M. Millar non si può non
notarne l’inconfondibile marchio di fabbrica.
Ogni singola pagina è infatti intrisa di quello
che mi piacerebbe definire come vero e proprio “Millarismo”,
ovvero l’incredibile sapienza con cui l’autore riesce a creare miscele
affascinanti di storie e personaggi diversi, ambigui e difficili da
interpretare, ma dai quali è impossibile
non rimanere toccati.
Ragazze
lupo si mostra chiaramente fin
dall’inizio perfettamente in linea con le precedenti produzioni di Millar: ancora una volta troviamo la mescolanza con acuta
ironia dell’attualità più cruda e reale agli elementi magnifici di produzione
fantastica che fanno di questo libro un perfetto esempio di letteratura fantasy
di qualità.
Ma che cos’è che davvero colpisce di questo libro?
Sicuramente l’immediatezza con cui l’autore ci scaraventa in questo mondo paradossale
in cui le ragazze sono da un lato adolescenti problematiche e smarrite e
dall’altro fortissime discendenti dei signori dei lupi; qui, in questo spazio
che si delinea tra appartamenti universitari, capannoni-rifugio e antiche
dimore scozzesi, Millar fonda la base per un
materiale davvero ipnotizzante.
Già perché si tratta di vera e propria dipendenza
quella che i suoi personaggi vanno a creare.
Sfido chiunque a rimanere “illeso” dalle prime
quaranta pagine di questa storia; sì, solo quaranta, quaranta singole pagine,
qualche centinaio di righe, concesse a Millar che ci
sfida tutti a staccare gli occhi dal libro e a non voler sapere tutto della
misteriosa Kalix e gli altri intriganti personaggi che popolano Ragazze lupo.
Vi avverto da subito: è una sfida persa in
partenza. Inconcepibile come sole quaranta pagine possano farti immergere così
nella vicenda della nostra Kalix, ancor più impossibile poi dopo aver iniziato
a gustarne i particolari e non chiederti, ma chi è Kalix? Chi è questa ragazza
di una bellezza devastante e selvaggia, dall’atteggiamento istintivo e
primordiale? Capelli arruffati e orecchie da lupo… Come può questa
diciassettenne vagabonda conquistarci fin da subito? Inspiegabilmente attratto
dalla sua figura il lettore non può non lasciarsi condurre dal fluire
malinconico dei suoi pensieri e assistere da spettatore ancor più affascinato
alla messa in scena delle sue trasformazioni: di lei che passa, nel tempo di
una notte, da lupa sanguinaria e feroce a ragazza afflitta e lacerata che sola
per le vie di Londra cerca rifugio nell’abuso di laudano e nella musica anni
’70.
Pochi elementi bastano a scatenare centinaia di
perché; com’è arrivata questa giovane ragazza lupo di diciassette anni, anni
bruciati dalla dipendenza e dall’anoressia, a tale stato di devastazione? Che
cosa ha portato la semi analfabeta Kalix a confidare il suo profondo odio per i
familiari al suo diario?
Tra i tanti quesiti la vicenda dell’indomabile Kalix
non lascerà insoddisfatti nemmeno i cuori più romantici: la nostra eroina,
infatti, è tormentata da un amore impossibile stroncato sul nascere, che ruota
intorno la figura dell’affascinante uomo-lupo Gawain
con il quale l’allora quattordicenne Kalix aveva avuto una relazione.
Inutile dire che al minimo accenno dell’intricata
storia Millar, ci lascia con l’acquolina in bocca e
in trepidante attesa di tutti i dettagli.
Ma la scheletrica e implacabile ragazza-lupo non è
la sola padrona dell’immaginario millariano, che si
concede invece, in quest’opera più che mai, di dar sfogo al suo gusto tutto
unico per l’assurdo, che si manifesta nell’accostare personaggi fantastici a
caratteristiche così reali e quotidiane da farci davvero domandare se persino
la nostra stilista non possa essere anche lei un’incantatrice dei lupi.
Il quadro tutto contornato da una perfetta dose di
ironia, presenta così spiriti antichi del fuoco ossessionati dalla moda,
cacciatori di lupi che si aggirano per Londra, fratelli rivali al trono di
signori dei lupi, medici licantropi, spacciatori di laudano, ragazze-lupo
impetuose sottoposte a cure di valium dagli psichiatri… e così via in un
crescendo di elementi al contempo irriverenti e esilaranti, che fanno da sfondo
all’intrigante vicenda.
Che dire poi degli altri due giovani protagonisti
Daniel e Moonglow, le cui sorti si troveranno
fatalmente intrecciate a quella della nostra Kalix?
Poteva forse Millar
farsi mancare un timido studente appassionato di musica e la sua coinquilina
dark appassionata di astrologia? No di certo.
Anche in questo caso l’autore sa farci amare i
suoi personaggi che in pochi tratti di penna ci suonano già familiari, ma che
ci lasciano allo stesso tempo quel senso di incompletezza che ci invoglia a
saperne sempre di più.
Per questo mondo magico paradossale e assurdo ma
al contempo duro e spietatamente attuale, quale migliore terra poteva scegliere
il patriottico Millar se non la misteriosa e
fascinosa Scozia? Antichi castelli scozzesi e buie vie di Londra sono infatti
teatro dei tormenti della giovane protagonista.
Ciliegina sulla torta è la colonna sonora. E mi
direte allora: una colonna sonora in un libro? Ebbene sì, quasi non era
necessario l’esplicito riferimento alle Runaways,
gruppo femminile anni ’70 di cui Kalix è
grande appassionata, a far sì che a ogni gesto dei nostri protagonisti parta
quella musica.
Musica tanto cara già in altre opere a Millar. Un po’ anticonvenzionale e un po’ rétro , quest’atmosfera “old-rock” s’insinua subdolamente in ogni pagina aumentando
ancora di più il senso di coinvolgimento.
A questo punto cos’altro fare se non lasciarti
condurre anche tu in questo vagabondaggio senza speranza a fianco della
ragazza-lupo, per le umide e buie strade di Londra e nelle orecchie quella
vecchia canzone delle Runaways?
Insomma un’opera che non si fa davvero mancare nulla
e che aggira qualunque tentativo di definizione, proprio perché è la perfetta
fusione di moltissimi generi.
Altamente consigliato dunque, a tutti coloro che
avranno la voglia di abbandonarsi al mondo di Millar,
lasciarsi cullare dal suo immaginario fantasy restando però con un piede nella
realtà di oggi…
A coloro che sono stanchi delle solite storie
fantastiche e delle obsolete speculazioni sui disagi giovanili, ma che vogliono
invece un’innovativa visione su entrambi..
E per coloro infine, che come me, e come Martin Millar, in realtà si sentono un po’ lupo e che ci credono..
Le ragazze lupo ora sono tra noi.