Francesca Di Liberto
Fairies. Fate.
Spiritelli dei boschi, leggiadri e graziosi dai colori
sgargianti e dalle ali leggere.
Piccoli, minuscoli.
Esseri fantastici e meravigliosi dai poteri oscuri e
antichi.
Puoi credere che esseri così esistano?
Che nel tronco di una betulla, una leggiadra fatina ha
fatto la sua piccola tana?
Ovvio che potresti crederci, se solo li vedessi ci
crederesti.
Vedendoli la tua vita diverrebbe forse più magica di
colpo, diverrebbe migliore di colpo?
Aislinn ti risponderebbe di no.
Lei le fate le vede, da sempre, ma la sua vita non è mai
stata né magica né meravigliosa per questo motivo.
Mai.
Le fate, quelle vere, non la fatina di Peter Pan, o le
modernissime Winx, non sono poi così graziose e
piacevoli da avere intorno.
Le fate di Aislinn o se vogliamo le vere fate quelle
descritte da Melissa Marr nel suo Wicked
Lovely sono le fate dei miti celtici.
Gli spiritelli degli alberi, forti, belli e dispettosi,
che vivono di rugiada del mattino e di scherzetti agli umani che ignari sono le
loro vittime preferite.
Sono forse quello che più si avvicina all’essenza vera
della natura.
Pericolosi.
Aislinn li definirebbe così.
Non vanno avvicinati né attirati. Puoi vederli ma non puoi
parlare con loro, rischi tanto, troppo.
Le regole sono regole e non si possono violare.
Vedili pure ma mantieni questo segreto per te, non dirlo a
nessuno.
Ma ora che il misterioso Keenan
ha posato i suoi occhi così poco umani su di lei, ora che lei ha parlato con
lui e ha rivelato al suo amico fidato, Seth, il suo segreto, il suo “dono
maledetto”…
Adesso…
Adesso cosa accadrà?
Melissa Marr ha aperto una finestra.
Sta a voi decidere, sfogliando quel libro se guardare in
questo mondo oscuro e cosi meraviglioso che quest’autrice ha descritto nel suo
libro.
Basta poco, solo sfogliare le pagine di Wicked Lovely.