Luisa Zhou

 

 

Posso riassumere i primi tre capitoli del libro con un’unica parola.

Incantevole.

Incantevole come il profumo della primavera.

Incantevole come il candore della neve.

Incantevole e… pericoloso. Come le creature fatate descritte da Melissa Marr, così lontane dalle nostre illusioni fiabesche. Così diverse dalle nostre aspettative.

Ci è difficile immaginare una fatina cattiva.

Cattiva fuori. Cattiva nell’anima.

I nostri ideali rifiutano la realtà e creano un mondo proprio, una bolla di sapone, in cui potersi rifugiare quando l’ipocrisia e il dubbio umano ci logorano.

Ma questa scrittrice travolge anche quest’ultimo nascondiglio.

Le fate, esserini alati tanto amati dai bambini, non sono ciò che noi crediamo.

E per Aislinn, protagonista indiscussa, sono una tacita tortura.

Non può parlarne a nessuno, non può confidarsi, non può rischiare.

Semplicemente, non può.

Ma alle “suppliche” di Seth, cede e gli racconta tutto.

Anche le persone più forti – perché Ash, per me, è forte (basti pensare ai lunghi anni di vita in cui ha dovuto ignorare presenze fatate senza fare una piega, o quasi) – hanno bisogno di un porto sicuro. E lei, principessa di una realtà fra il terreno e l’incredibile, ne ha trovato uno.

Intorno a Seth aleggia un alone di mistero che lo rende ancora più affascinante.

 

[…]La trasse a sé. – Sono qui. Ci sarò sempre. Di qualsiasi cosa di tratti. -

 

Quale ragazza non vorrebbe sentirsi dire queste dolcissime parole che tutto lasciano intendere?

Lo vorremmo tutte, me compresa.

Con questo posso dire che Seth ci sa davvero fare.

Ma se da una parte abbiamo lui, dall’altra parte del fiume abbiamo Keenan.

Magico, fairy, fa la sua comparsa già nel prologo.

È il Re dell’Estate. Di una bellezza disarmante, a cui è impossibile resistere.

Tuttavia è una fata.

Una fata talmente potente da poter gironzolare nel centro della città, Huntsdale, dove l’acciaio, unica arma contro il Piccolo Popolo, abbonda.

E vede in Ash l’eletta, cioè colei che diverrà la sua compagna di vita.

- L’ho sognata. È lei. -

 

Melissa Marr ha adottato uno stile di scrittura scorrevole, pulito, che non appesantisce affatto la narrazione. Le descrizioni sono buone, ben caratterizzate, e la storia è intrigante.

Sarà perché amo gli intrecci fantastici.

Sarà perché adoro gli amori combattuti.

Sarà perché Aislinn, ingenua, decisa, fragile e coraggiosa al contempo, è una protagonista che ispira simpatia fin dall’inizio.

I primi tre capitoli di questo scritto promettono più che bene e non fanno che aumentare la curiosità nella mente del lettore.

Trasportandoci in una dimensione surreale, magica, e tessendo intorno a noi una fiaba senza eguali.