Nelide Petrizzelli

 

 

Si può definire incantevole e pericoloso un amore che spazia tra fiaba e realtà? In Wicked Lovely credo proprio di si, perché è tra questi due universi così distanti e differenti, che vive la protagonista del romanzo, Aislinn, costretta a vedere un mondo animato da fate ribelli e dispettose. La nonna le ha insegnato a far finta di niente, a fingere di non essere in grado di vedere, di sentire... Ma dentro di sé, Aislinn, prova solo un'irresistibile voglia di gridare a tutti il suo segreto, sperando di liberarsi di quel peso che da tempo la opprime.

Se si crede nell'amore, allora non è difficile pensare ad una realtà in cui esseri fatati girano per le nostre strade, importunando indisturbati la gente.

Forse è questo il tema principale del romanzo: imparare a credere anche quando non si può vedere o sentire. Perché è così che vedo l'amore... Per provarlo sul serio ti devi gettare nel vuoto, ci devi credere con tutto il cuore rischiando anche di farti male o di fare del male a chi ami...

Questo lo crede anche Keenan, l'essere fatato Re dell'Estate, che ormai totalmente infatuato di Aislinn, afferma di averla sognata, "e con quelle parole la mortalità di Aislinn cominciò a svanire. A meno che non diventasse la Ragazza dell'Inverno, sarebbe stata sua, nel bene e nel male".

Se non sai vedere con gli occhi dell'amore, allora, non sai guardare affatto, perché esistono tante cose nel corso di una vita che catturano lo sguardo, ma solo poche che catturano il cuore. Ed è questa la magica storia, dove i sentimenti riescono a tradire l'occhio e tutto ciò che può essere considerato razionale.

Così con il romanzo di Melissa Marr, sin dalle prime pagine, avverti la sensazione di essere immersa in un sogno, di essere avvolta in un incantesimo da cui sarà difficile uscire.