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«Pieno di tenerezza, verità e vita. Non leggevo un romanzo così bello da molto, molto tempo». Guillermo Arriaga
«Quel giorno, vedendo le braccia congelate del ragazzino sul sedile della macchina, avevo capito che la sfortuna era venuta a farci visita. E noi ce l’eravamo legata ben bene sotto i piedi, come un blocco di cemento. Avevamo preso la decisione in assoluto peggiore: scappare. Misi in moto la decrepita Dodge Fury ’74 di mio fratello e via».
Motel Life racconta di due fratelli, Frank e Jerry Lee, che si mettono in viaggio cercando di sfuggire alle conseguenze di un terribile incidente causato da Jerry Lee. Con grande compassione e delicatezza, Vlautin esplora la vita e le frustrazioni dei due fratelli - uno dotato di un talento naturale per la narrazione, l’altro per il disegno – e restituisce, intatta, l’atmosfera di ineluttabilità che aleggia sulle loro vite. Ed è allora che la narrazione retrocede per raccontare la storia delle loro vite malinconiche e alcoliche, afflitte dalle difficoltà economiche e dal bisogno d’amore, ma anche intervallato da disegni che fanno parte della narrazione, Motel Life è un esordio poetico, autentico, meravigliosamente ingenuo e tragico. Tra i migliori esordi dell’anno, Motel Life «richiama Uomini e topi di Steinbeck» («Bookseller») e, accanto a Di cosa parliamo quando parliamo d'amore di Raymond Carver e Jesus' son di Denis Johnson, è già considerato come un classico della prosa americana downbeat.
Richiamando le atmosfere di una vecchia canzone di Tom Waits e lo stile spoglio di Raymond Carver, Motel life è un emozionante debutto letterario di un talentuoso musicista che possiede un dono: quello di raccontare storie.
«Un esordio notevole: un libro così semplice, così minimal, così onesto». David Peace
«Una cosa rara: un libro con il ritmo di una vecchia e adorata canzone. Triste, evocativo, di una bellezza originale». John Connelly
«Vi spezzerà il cuore». «The Times»
«La musica di Willy Vlautin è molto simile alla sua scrittura: dolorosa, umile, e fieramente intrisa di tabacco al mentolo e bourbon». «The New York Times»
«Un libro tenero e sconvolgente: una nuova voce da scoprire». «Paris Match»
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