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«Le sue donne raccontavano che avesse il corpo pieno di cicatrici e che ognuna di quelle cicatrici corrispondesse a una battaglia. L’ultima in ordine di tempo, la più grande di tutte, era una strisciata di sciabola sul tronco, sotto il braccio sinistro. Roland non parlava volentieri delle sue ferite. Solo una volta, con Loretta, che occupava un posto speciale nella sua vita, si lasciò sfuggire che quello era il ricordo della sua battaglia peggiore: «Dove ve la siete fatta?», domandò lei sollevandosi a sedere nuda sul letto.
«Waterloo».
«Siete stato a Waterloo?».
«Sì».
«Da che parte?».
«Da quella giusta, quella che ha perso».
Tutto può accadere ad H. E tutto accade, perché H è un posto strano. Un’isola, certo, ma anche due mondi in uno, divisi a orari fissi dal gioco delle maree. Un avamposto dei nostri sogni, un granello di terra ai confini tra il sonno e la veglia. Come i suoi abitanti, che su quel confine vivono in equilibrio instabile, ingaggiando schermaglie coi propri desideri e con le proprie fantasie voraci che s’intrecciano alla Storia – la loro e quella dell’isola. Una storia popolata da reduci di Waterloo col bernoccolo degli affari, da pittori-avventurieri, da albergatrici che s’innamorano con una parola, e dalle loro figlie bellissime, perdute e poi ritrovate; da uomini che hanno bisogno di essere svegliati ogni giorno dalla voce degli angeli, e da uomini che a svegliarsi non ci riescono più, prigionieri di un limbo per dormienti senza ritorno.
Alla sua seconda prova narrativa, Andrea Ferrari torna a giocare con le suggestioni del passato, di tempi e luoghi inafferrabili, dando vita con la sua scrittura delicata e sensuale a una girandola d’incontri e colpi di fulmine, di abbandoni e ritorni che s’inseguono fino a esaurirsi nell’ennesimo sguardo, nell’ennesima parola, nell’ennesimo incontro d’amore… l’unica cosa per la quale, forse, ad H e nel mondo val la pena svegliarsi.
lo speciale | l'intervista per Railibro
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