Odio essere dalla parte dei cattivi.
Odio non avere fatto di meglio e non essere stata capace di fermarmi […]. Con la mente allora metto in ordine e lavo prima me e poi lui.
Tolgo le federe, le strofino col sapone e le sciacquo con lo spruzzo della doccia […].
Asciugo le lenzuola al sole e le rimetto stirate e pulite sul letto. Quindi lo sollevo e lo infilo nel suo letto fresco, gli sprimaccio il cuscino e controllo che abbia i capelli ordinati e le mani belle distese sulle lenzuola. Mi siedo di fianco a lui e lo bacio sulla fronte e sempre con la mente, lasciò che Niccolòammaniti dorma di un sonno quieto.
Niccolò Ammaniti è stato barbaramente ucciso. I media impazziscono, i fan lasciano bigliettini e lacrime sulla bara in diretta tv, l’Italia tutta s’interroga e ha paura. Intanto la polizia brancola nel buio, mentre l’assassino si aggira ancora per le strade in cerca di altri scrittori. Un’assassina, in realtà. Una studentessa come tante, insicura e un po’ sola, che si barcamena tra la tesi di laurea da preparare e il lavoro di commessa in una boutique, la sua imprevedibile amica Matilde e una mamma sempre lontana, senza perdersi nemmeno una presentazione letteraria o un reading di poesia. Lara è infatti una vera e propria divoratrice di romanzi. E di scrittori. Quel che nessuno infatti sa – e che nessuno può sapere – è che Lara è una vampira, con una fame di libri che trascende il metaforico per diventare mortalmente reale, specie se si hanno una predilezione per i rapporti orali e un’irresistibile passione per la letteratura.
Attraverso il ritratto surreale e tenero, sanguinario e a tratti esilarante di una groupie assassina che percorre il mondo delle lettere vivisezionandone i protagonisti, i riti, i vizi e le manie, Vampiretta ci regala una perfetta rappresentazione rock’n’roll dell’attuale rapporto tra scrittori e lettori, in cui la passione per la letteratura si reifica in un culto isterico per l’oggetto libro e per lo scrittore stesso, smarrito tra festival e “colazioni con gli autori”, da vedere e toccare, più che da leggere.