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Novecentosessantadue euro netti al mese.
Duecento se ne vanno in benzina.
Trecento se ne vanno per mangiare.
Centosessanta se ne vanno in assicurazione della macchina. Restano trecentodue euro.
Ma mia madre mi fa pagare la metà di tutte le bollette… Circa una volta a l mese, poi, mi rimuovono l’auto con il carro attrezzi, il che è comunque meglio che pagare il posteggio a pagamento tutti i giorni.
«Diciamocelo: l’ausiliare del traffico è un vigile urbano che non ce l’ha fatta», pensa Daniele Sandroni ogni mattina, mentre con la sua Cinquecento partecipa a quello spietato gioco a incastro che è la ricerca di un parcheggio a Roma. Schivate le strisce blu, guadagna poi l’ingresso della redazione di Misteri tricolori, il programma televisivo al quale lavora. Qui, se è fortunato, trascorrerà la giornata senza imbattersi nel suo capo, Vladimiro Torbido, maestro indiscusso del “Copia & Incolla Creativo”. Se è ancora più fortunato, Daniele Sandroni potrà uscire indenne dalla quotidiana guerra con i colleghi cocainomani e le amanti under 21 del capostruttura, e sarà libero di trascorrere le ore a raschiar via con un bisturi ogni traccia di polvere tra i tasti del computer. Daniele, infatti, soffre di una rara patologia che lo rende “rupofobico”, e odia in maniera ossessiva la sporcizia – in qualunque sua forma. Forse è per questo che non tollera i grafici megalomani affetti da “Psicosi dell’Art Director”, che spara a zero contro gli attori monoespressivi del cinema italiano, contro i registi a corto di fantasia e i politici che di fantasia ne hanno fin troppa. Fuori dall’ufficio, Daniele Sandroni è un quasi normale trentaquattrenne laureato, che vive ancora con la madre. Un bamboccione in piena regola, insomma, che resterebbe tale per chissà quanto ancora, se un delirante sogno e una surreale diretta tv non gli offrissero una grandiosa occasione di riscatto.
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