|
Come nel suo precedente Matrimonio al mare, Benali gioca con le due realtà, quella marocchina e quella occidentale, osservandole con il suo sguardo scanzonato e partecipe, ricco di intelligenza e umanità. Una sala parto, la notte di Capodanno. Una giovanissima coppia sta per dare alla luce il suo primo figlio. Lui, Mehdi, marocchino di seconda generazione, timido e sognatore; lei, Diana, olandese, biondissima e sicura del fatto suo. Due famiglie sconclusionate e un bebè in arrivo che, prima di lasciare la pancia della mamma, decide di prendere in mano le redini della situazione e di raccontare le storie del passato, quelle che potranno unire questa nuova, strana famiglia di solitari che è sul punto di nascere. E allora a questo parto rinviato si presenta una piccola folla di personaggi di ieri e di oggi: nonno Driss, il macellaio che vorrebbe partire per La Mecca ma ha paura di volare ed è patologicamente incapace di superare l'esame di guida; nonna Malika, che legge il futuro nei bicchieri del tè e si ostina a cercare una moglie adatta per suo figlio. E poi nonna Elisabeth, che dal primo marito ha imparato la saggezza degli indiani d'America. E ancora, l'amico rapper marocchino che muore schiacciato dal frigorifero, il gigante capoverdiano convertito all'islam, l'amica del cuore che nonostante l'educazione cattolica si offre per comprare il test di gravidanza. Ma c'è anche Rotterdam, la città in cui culture diverse vivono una accanto all'altra, come una strada piena di negozi in cui si susseguono insegne nelle lingue di tutto il mondo. Dopo aver "srotolato" tutte le storie come tanti tappeti, solo allora si potranno rompere le acque e vedrà finalmente la luce il frutto di questa lunga attesa. La lunga attesa è un romanzo d'impianto polifonico, con uno stile singolare e un ritmo di narrazione capriccioso. La storia è divertente e surreale, a tratti commovente, immersa in un'atmosfera di realismo magico.
|