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«Vuoi farmela pagare per ciò che ti ho fatto da bambino? Mi vuoi morto? Non cedere la tua parte di terreno, vai in giro a sputtanarmi… e sarai accontentato. Spareranno anche a te».
Il romanzo di esordio di Nicolò La Rocca, un noir esistenziale e di ampio respiro, ci offre una Sicilia lontana dagli stereotipi, fatta di cocaina e televisione, di una gioventù interinale e trendy, di una politica-spettacolo arrivista e ancora clientelare, dove Tu che hai fatto per me non è solo la domanda-risposta alla base di un cupo amore fraterno, ma anche il nodo di un groviglio di favori e debiti che lega perversamente un'intera società. Giuseppe è un uomo fragile e sottomesso, con la faccia sfigurata dalle bolle che sembrano molluschi trapiantati sulla pelle. Laura è una donna selvatica e rabbiosa, che non conosce misura né legge, animata da una passione civile che la porta a disobbedire alle pietrose norme del luogo. Giovanni, il fratello di Giuseppe, è un politico rampante e carismatico, venerato da un'intera città come l'unto da Dio. Una mattina, il padre di Giuseppe e Giovanni sparisce nel nulla. Una fuga? Un rapimento? In un crescendo di misteriosi avvenimenti Giuseppe comincia a muoversi disorientato tra personaggi sinistri e ambigui - un vecchio arteriosclerotico recluso nell'appartamento di Giovanni, un ingegnere culturista e cocainomane, un maresciallo depresso - e tutti sembrano nascondergli qualcosa. Fino a quando, un giorno, un fatto tragico e indicibile, sepolto nel suo inconscio per anni, riemergerà violentemente costringendolo a confrontarsi con il lato oscuro dell'animo umano e della comunità in cui vive.
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