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«Pariolino disperato, Tedoldi è il lato interno di Ammaniti». Marco Lodoli
Io odio John Updike, l'esordio letterario di Giordano Tedoldi, scritto con una lingua affilata e gelida, è un libro che entra sotto la corteccia, arriva al midollo e fa male per quanto riesce a essere disperato e violento. Due giovani asociali che si sfidano di notte a bordo delle loro Ferrari e Aston Martin nelle strade dei quartieri altoborghesi di Roma. Scacchisti assetati di riscatto e di vittoria che perdono la speranza di trionfare in un prestigioso torneo all'Holiday Inn di Parigi per colpa degli U2. Un perdigiorno che passa il tempo a rincorrere una donna chiamata La Butterata e a sfuggire un uomo soprannominato Il Vigliacco. Uno scapolo anaffettivo innamorato solo della madre morente, che affida il controllo completo delle proprie giornate a un computer di nome George. Un sinistro e competitivo corso di scrittura creativa frequentato da ex modelle americane con i capelli unti, lesbiche e parassiti. Un autolesionista strafatto di paroxetina il cui unico scopo è trovare una donna disponibile per passare l'Epifania in uno dei Leading Hotels of the World. Miti e riti della contemporaneità sezionati in otto storie opportunamente dissanguate fino a mostrare l'osso della realtà, otto racconti che sondano paure e oscuri oggetti del desiderio di individui privi di equilibri e limiti.
il booktrailer
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