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Stella è una ragazza spezzata, anche se nessuno riesce a vederlo. Passa la vita a cercare ossessivamente, instancabilmente, quelli come lei, della sua razza, rotti dentro. Detesta la sua città, Napoli, la puzza delle strade, la gente che ci vive, il mare, Mario Merola, Roberto Murolo, la luna, il sole, i tifosi, quel «fracicone cocainomane» di Maradona. Divora quantità spropositate di cibo - crocchette, panzerotti, arancini, pezzi di pizza con la nutella, confezioni giganti di patatine fritte - oppure non mangia niente. Dentro di lei vivono due mostri, il folletto e il divoratore, uno che la ama e uno che la odia. Come Nico, la cantante dei Velvet Underground, il suo mito, vorrebbe essere sepolta in una foresta. Anche se passa da una storia all'altra e si sposta continuamente di città in città, di piazza in piazza, si rifiuta ostinatamente di crescere ed è incatenata alla sua adolescenza. Forse perché vuole piacere a quell'uomo bello e triste, il suo papà, che è attratto morbosamente da lei.
«Broken Barbie è un libro spaccacuore, che ti sbatte dentro qualcosa, ti rimescola le viscere e ti fa sentire piena. E poi vuota. Le parole sono proiettili, a raffica. Il divoratore, mamma mia che freddo mi ha messo dentro. Il divoratore... che incubo! Brava, bravissima. Lucida e intensa, sofferenza che spalanca tutto. Ma proprio tutto. Sofferenza che brilla e respira ancora. Che altro dire? Leggetelo, leggetelo. Leggetelo e immolatevi».
Clara Nubile
l’intervista su Fahrenheit – radio 3
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